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Parco fluviale del Po tratto torinese



Atti del IX Convegno "Randevò a la Vila"

S. Sebastiano Da Po, 22 Maggio 2004


Il progetto "Un filo d'acqua", per il recupero delle sedi storiche delle Società Operaie di Mutuo Soccorso lungo il corso del Po

Giorgio Beltramo, Architetto

L’idea del progetto "Un filo d’acqua" nasce all’interno della Direzione Turismo-Sport-Parchi della Regione Piemonte, Settore Pianificazione delle Aree Protette, in stretto accordo e collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Cultura, Settore Musei e Patrimonio Culturale. L’incarico per lo studio preliminare del progetto è stato conferito dall’Ente di Gestione del Parco Fluviale del Po, tratto Vercellese-Alessandrino.
In che cosa consiste il progetto "Un filo d’acqua"? E’, in sintesi uno studio finalizzato a verificare la possibilità di recuperare, con destinazione turistica, le sedi delle Società Operaie di Mutuo Soccorso che gravitano all’interno della cosiddetta "marca del fiume Po" (tratto piemontese) e che quindi hanno con il fiume una serie di correlazioni di carattere fisico-territoriale, ma anche, in particolare, di natura storica e culturale.
Le Società Operaie di Mutuo Soccorso (che da ora in poi, per brevità, chiameremo SOMS) sono nate in Italia nella prima metà dell'ottocento. Nelle SOMS si riunivano i lavoratori con doveri di mutua assistenza reciproca contro l'invalidità, le malattie e la disoccupazione. Nelle SOMS si svolgevano attività ricreative e culturali, quali le scuole serali e le biblioteche operaie. Ai giorni nostri, pur considerando che il movimento mutualistico ha ormai esaurito la sua spinta vitale e la sua funzione storica, molte SOMS sono ancora in vita e, anche se trasformato e il più delle volte svilito, esiste ancora un prezioso parco immobiliare costituito da case, teatri sociali, circoli ricreativi, sale per riunioni, magazzini e altro ancora.
"Un filo d’acqua" intende recuperare e riutilizzare una parte di questo parco immobiliare, cioè quelle strutture edilizie di proprietà delle SOMS che ancora esistono nel territorio a ridosso dell’asta fluviale, alfine di ottenere spazi per attività di ospitalità, supporti informativi, organizzazione e guida per eventi culturali e ricreativi.
Lo sviluppo di una forma di turismo sostenibile in queste zone attraverso il coinvolgimento operativo delle SOMS, è quindi il motore di tutto il progetto e ha, come scopo finale, il raggiungimento di benefici economici e sociali per gli abitanti di quei territori, valorizzando e recuperando il complesso e ricco sistema dei valori ambientali, culturali, delle tradizioni, dell’artigianato e così via.
Il progetto ha avuto, come contributo principale, il lavoro dei Centri per lo studio e la documentazione delle SOMS dell’area piemontese. Attraverso tali Centri, che operano per la conoscenza, la valorizzazione e l’acquisizione del patrimonio storico-documentale del mutualismo piemontese, sono stati raccolti tutti i dati e gli elementi di base che hanno formato una prima fotografia delle caratteristiche fisico-edilizie degli immobili delle SOMS individuate e il loro attuale utilizzo.
Con gli stessi Centri, in una fase preparatoria del lavoro, è stato redatto l’elenco di tutte le SOMS che, per appartenenza territoriale rispetto al fiume, erano atte a partecipare al progetto.
L’avvio dello studio è consistito in una analisi tecnica dello stato dei luoghi di ogni singola SOMS in elenco. Questo è avvenuto attraverso sopralluoghi, rilievi fotografici, e la raccolta di tutta la documentazione relativa alle situazioni delle proprietà, ai progetti in corso, ad eventuali studi di utilizzo in atto, ai metodi e tipologie delle gestioni e all’elenco delle attività e calendari delle manifestazioni in seno alle SOMS stesse.
Il materiale raccolto è stato impiegato per comporre una schedatura di "rilievo", una sorta di fotografia generale dell'esistente. Attraverso tale analisi sono state individuate, per ogni SOMS, le ipotesi future di utilizzo in seno al progetto. Gli elementi che hanno determinato il ruolo di ogni SOMS all'interno del progetto sono stati principalmente: la tipologia dell'immobile; la possibilità di ampliamenti edificatori; la presenza di bar, ristoranti o trattorie; la presenza di saloni o teatri per manifestazioni varie; gli spazi esterni; il materiale umano che, opportunamente preparato con corsi appositi di formazione, può essere trasformato in operatori turistici di supporto quali guide culturali, storiche, ecologiche e quanto altro.
Il passo successivo del progetto ha preso in esame la rete di relazioni e connessioni tra le SOMS considerate, definendo una prima traccia del percorso turistico generale.
Il percorso turistico ha preso forma dalla considerazione e analisi di una serie di elementi che compongono le linee guida per l’uso del territorio e delle sue valenze storiche, culturali e ricreative. Tali elementi sono stati principalmente: le strategie per lo sviluppo di forme di turismo sostenibile inserite nei programmi degli Enti di gestione del Parco Fluviale del Po; programmi turistici, in atto o di previsione, della Regione e delle Province; eventi e manifestazioni locali delle aree considerate; attività culturali e tradizioni artigianali delle aree considerate; patrimoni ambientali, storici, artistici e architettonici ; presenze museali; storia e tradizioni del mutualismo nelle aree considerate.
A questo punto dello studio il confronto tra le due indagini conoscitive, la determinazione delle vocazioni di utilizzo delle SOMS analizzate e il disegno del tessuto turistico connettivo, hanno determinato la proposta progettuale. Attraverso la stesura di apposite schede di progetto e la predisposizione di cartografie a scala territoriale, è stato definito e puntualizzato l’inserimento e la destinazione d’uso di ogni singola SOMS, insieme al tracciamento del reticolo dei percorsi e all’organizzazione del tracciato turistico.
Una parte importante dello studio ha avuto come obiettivo l'analisi dell’immagine e della visibilità del progetto "Un filo d’acqua". Tutte le SOMS che hanno partecipato al progetto, qualunque sarà il loro ruolo, avranno elementi caratterizzanti comuni. Primo fra tutti sarà "l’insegna", cioè il logo che conferirà l’identità primaria di appartenenza, seguito da un totem informativo e di riconoscimento che potrà trovare collocazione all’ingresso di ogni Società. Molti altri elementi di omogeneizzazione dell'immagine della rete turistica sono stati pensati e raccolti all'interno di un capitolato allegato al progetto.
Un filo d’acqua" ha coinvolto 37 SOMS, distribuite nei territori afferenti ai tre Enti di Gestione del Parco del Po Piemontese, il tratto Cuneese, il tratto Torinese e il tratto Vercellese-Alessandrino. Globalmente il progetto ha individuato le seguenti strutture di servizio alla rete turistica: n. 28 bar, n.22 ristoranti, n. 9 foresterie con un centinaio di posti letto; n. 21 tra saloni e teatri per manifestazioni; n. 3 centri organizzativi della rete turistica (uno per ogni parco).