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Dipinti e sculture del Rinascimento toscano
Tra i monti romagnoli dipinti e sculture del Rinascimento toscano
Siamo in Romagna ma si respira aria toscana entrando nella Basilica di Bagno, arricchita con magnifiche opere d’arte: negli altari della chiesa sono infatti collocate le opere dei più bei nomi dell’arte del Rinascimento fiorentino.
Tra i dipinti meritano una sosta la Madonna col Bambino (1410 ca.) del Maestro di Sant’ Ivo e la Madonna Assunta e Santi (1467) di Neri di Bicci (1419-1492 ) che a Firenze, nel Quattrocento, fu a capo di una delle più importanti botteghe artistiche. Ed ancora la Natività di un allievo del Ghirlandaio noto con il nome di Maestro del Tondo Borghese, e la Madonna col Bambino e Santi (1560 ca.) di Michele Tosini (1503-1577), protagonista a Firenze, nella prima metà del Cinquecento, delle maggiori commissioni religiose e profane.
Anche le sculture portano la firma di artisti fiorentini illustri, come quella di Andrea della Robbia (1435-1525), celebre per le sue opere in terracotta invetriata, ed autore – qui a Bagno - di una statua in terracotta policroma di straordinaria bellezza raffigurante Sant’Agnese (1490).
Mentre suo figlio, Girolamo della Robbia (1488-1566), modellò un imponente Crocifisso per la cappella interna al Palazzo del Capitano, un’opera oggi nella parrocchiale di San Piero. Un drammatico Crocifisso in legno dipinto, intensamente venerato, venne invece intagliato da uno scultore fiorentino sulla metà del Quattrocento.
E sulle mura un’opera della bottega di Donatello
Fino al 1890 era ancora innalzata la Porta di Romagna, dove era posto, a protezione del paese, un rilievo in stucco dipinto, raffigurante la Madonna col Bambino, eseguito nella bottega di Donatello verso il 1410, oggi custodito nella Basilica.
Era di Bagno un allievo di Benvenuto Cellini
Nella sua autobiografia, scritta nel 1565, il grande artista fiorentino Benvenuto Cellini (1500-1571) ricorda il piacevole soggiorno a Bagno dove ebbe come guida Cesare Federighi, un suo giovane lavorante e scalpellino nativo del paese.
I segni del rapporto profondo che ha unito nel corso dei secoli gli artisti toscani agli scalpellini della zona dell’Alto Savio, si possono ancora rintracciare nel Portale rinascimentale della Basilica di Bagno (1515) e nella Cappella (1515) presso la parrocchiale di San Silvestro a Fontechiusi (San Piero in Bagno), come pure negli stemmi lapidei del Palazzo del Capitano.
Ed è questo un rapporto di consuetudine proseguito tra Otto e Novecento grazie ai lavori degli scalpellini locali autori delle decorazioni negli edifici progettati dall’architetto fiorentino Cesare Spighi (1854-1929), come - ad esempio - Palazzo Rivalta, la nuova chiesa parrocchiale, il cimitero monumentale e il palazzo scolastico, tutti a San Piero.
Ancora oggi poi operano alcune botteghe artigiane nelle quali è possibile acquistare camini, conci per finestre e arredi decorativi in pietra serena.

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