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Dipinti del Sei-Settecento fiorentino
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Dipinti del Sei e Settecento fiorentino a Bagno
Era linverno del 1874 quando giunsero nella Basilica di Bagno tre dipinti raffiguranti i Misteri dolorosi, I Misteri Gloriosi e quelli Gaudiosi (1629), eseguiti da Jacopo Vignali (1592-1644), esponente tra i più rappresentativi del Seicento fiorentino.
Curioso il motivo che fece arrivare qui, dal monastero benedettino di Santa Felicita di Firenze, questi quadri: furono trasferiti a Bagno dalla Soprintendenza di Firenze, perché in quel periodo le opere del Vignali non erano apprezzate nella città.
E per la stessa ragione giunse a Bagno, dalla chiesa fiorentina di Santa Maria dei Candeli, la bellissima Crocifissione (1710) del grande pittore fiorentino Alessandro Gherardini (1655-1726), esponente di punta nellambito della pittura tardo-barocca a Firenze.
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Giuseppe Berti: un pittore sampierano che fece fortuna ad Arezzo
Il pittore sampierano Giuseppe Berti (1706-1742) ebbe grande fortuna ad Arezzo: nella importante chiesa aretina della Misericordia ha lasciato due dipinti raffiguranti la Pentecoste (1740) e il Transito di San Giuseppe (1741).
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Il viaggio nella Romagna toscana dei pittori del Granduca Pietro Leopoldo
Cerano un matematico, alcuni ingegneri, capomastri esperti in lavori stradali, cartografi, servitori e due pittori - Antonio Fedi e Francesco Mazzuoli - nella spedizione che verso la fine del Settecento, su incarico del Granduca Pietro Leopoldo, si recò nei paesi della Romagna toscana onde trarne le informazioni necessarie per la realizzazione di una nuova strada che avrebbe dovuto garantire una migliore comunicazione tra il Tirreno e lAdriatico.
E così, mentre cartografi e ingegneri erano impegnati a rilevare le misure, Fedi e Mazzuoli raffiguravano i paesi che attraversavano. E la Veduta di Bagno e quella di San Piero che dipinsero nel 1788 sembrano due fotografie scattate quando ancora non esisteva la macchina fotografica, tanto i paesi sono rappresentati con precisione analitica nel loro aspetto architettonico. Entrambe le Vedute si trovano nella Biblioteca Nazionale di Firenze.
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Ottocento: due paesi e due campanili
Nel 1865 un decreto del Re Vittorio Emanuele II stabilì che la sede amministrativa del Comune fosse trasferita da Bagno nella vicina San Piero. Questo fatto ha sancito nellOttocento il campanilismo tra i due paesi, del quale si avverte una eco nella vicenda dei campanili delle chiese di entrambe le località.
Gli abitanti di San Piero decisero nel 1897 di costruire la nuova parrocchiale affidandone il progetto allarchitetto fiorentino Cesare Spighi (1854-1929): nel progetto il campanile doveva raggiungere i 59 metri rispetto a quello di Bagno alto 35. |
Il campanile della parrocchiale di San Piero non venne però mai eseguito, e così Bagno vanta ancora il campanile più alto.
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