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Opere d'arte, segno della fede
Ilario Fioravanti
E non mancano neppure i rapporti con la Romagna più vera che ha il suo centro a Cesena. Infatti, in un tabernacolo sulla parete della Basilica che si affaccia su piazza Ricasoli, una statua in bronzo raffigurante la Madonna col Bambino (1996) è opera dello scultore cesenate Ilario Fioravanti, tra i maggiori artisti romagnoli contemporanei. Sua è anche la maestà in località Nocicchio, che custodisce la Madonna della Misericordia (1997).
Lo scultore Amilcar Zannoni
Tra gli artisti contemporanei nati a San Piero spicca il nome di Amilcar Zannoni, classe 1922, il quale trasferitosi giovanissimo con la famiglia a Moutiers (Lorena), si è affermato in Francia con sculture e installazioni in acciaio. Alcune sue opere, donate al paese natio, si possono ammirare in un sala del Palazzo del Capitano.
Le opere d’arte segno della fede
Ci sono immagini dipinte o scolpite che non portano la firma di qualche grande artista e che perciò potrebbero rimanere nell’anonimato, ma che in virtù di un evento miracoloso riportato dai documenti o soltanto sorretto da una tenace tradizione locale, possiedono un indubbio fascino. E’ questo il caso di alcune opere d’arte sistemate nelle chiese dell’Alto Savio, ed attorno alle quali si è sviluppata una intensa devozione popolare.
Nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Vinculis a San Piero in Bagno, si venera invece il Crocifisso del Soccorso, eseguito da un anonimo pittore bolognese verso il 1510. L’immagine proviene dalla chiesa della Santissima Annunziata oggi scomparsa, e fino dal Settecento fu particolarmente invocata contro i terremoti: in suo onore, ancora oggi, la prima domenica di luglio si celebra una festa durante la quale è trasportata per le vie del paese.
Nella Basilica di Santa Maria Assunta di Bagno di Romagna, all’interno di una cappella è custodita, in una ancòna in legno dorata e intagliata in una bottega fiorentina (1695), una rara xilo-grafia quattrocentesca detta la Madonna del Sangue (ante 1498). L’immagine è intensamente venerata in seguito ad un miracolo accaduto il 21 gennaio 1498, all’interno di una casa privata dove allora si trovava: di fronte alle persone riunite in preghiera, l’immagine versò lacrime di sangue per richiamare alla concordia gli abitanti del paese.
La Madonna di Corzano, sistemata all’interno del grazioso Santuario edificato sul colle di Corzano e già possente rocca nel Trecento dei conti Guidi, è una immagine raffigurante la Madonna col Bambino e Santa Caterina d’Alessandria (1430 ca.), eseguita da un artista tardo-gotico romagnolo.
Le notizie d’archivio ci ricordano la devozione verso questa immagine a partire dal Seicento, ma sono custoditi nel Santuario alcuni ex voto d’epoca cinquecentesca che indicherebbero una devozione più antica. Una devozione del resto ancora ben viva ai nostri giorni, come indicano le due feste che si celebrano nel Santuario, la prima domenica dopo Pasqua e l’ultima di agosto.

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