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Sotto il segno di Firenze
La "Romagna toscana" periferia del Granducato di Toscana
Tra Trecento e Quattrocento, Firenze si proietta oltre lo spartiacque appenninico strappando via via territori ai vari feudatari romagnoli, fino a formare una lunga fascia pedemontana da Marradi fino a Verghereto - la cosiddetta "Romagna toscana" - che renderà omogenea con una plurisecolare dominazione.
Sotto il segno di Firenze: il Capitanato della val di Bagno.
Anche il territorio di Bagno di Romagna fu conquistato dai fiorentini nel 1404: dato prima in accomandigia alla famiglia Gambacorti di Pisa, solo nel 1454 fu organizzato nel "Capitanato della Val di Bagno", dotato di Statuti autonomi ma soggetto direttamente a Firenze. Lo compongono dodici "Comunità" (Bagno, Corzano, Castel Benedetto, Careste, Selvapiana, Facciano, Montegranelli, Rio Petroso, Rondinaia, Poggio alla Lastra, Ridracoli e Valbona) che sono realtà composite formate da popoli e parrocchie prima frazionate tra vari feudatari.
Il Palazzo del potere
Sede del potere fu il Palazzo del Capitano, sulla cui facciata i capitani inviati di anno in anno da Firenze ad amministrare il territorio, apponevano il proprio stemma di pietra con la data del loro mandato. Commerci e agricoltura si animano. Il Rinascimento penetra nella valle insieme ai mercanti, ai villeggianti, agli amministratori fiorentini lasciandovi tracce preziose (il "Trittico" di Neri di Bicci, la "Madonna della Rosa", la cappella di S. Silvestro...). Economia e cultura si orientano verso la Toscana, e questo rapporto impronta i palazzi signorili come le case di campagna. Anche il dialetto ha una assonanza con la lingua di Dante.
Il Granducato di Toscana
Tra Settecento ed Ottocento i Granduchi contribuiscono all'ampliamento ed al rilancio delle terme, S.Piero in Bagno diviene un vivace centro commerciale, Bagno un frequentato luogo di cura, anche se l'economia è sempre legata all'agricoltura, all'allevamento, alla lavorazione del legno garantito dalle foreste.

Corone e tacchi
Uno dei prodotti più singolari erano le "corone" del rosario o di devozione che si ricavavano da rami di abete: a Bagno, centro della produzione, se ne confezionavano parecchie migliaia all'anno e in tre qualità differenti, vendute poi in tutta Italia. Altra manifattura tipica erano le anime o "fondelli" da bottoni, ricavati dal faggio: se ne producevano 25 milioni all'anno.
L'Unità d'Italia
Con l'unità d'Italia il territorio rimane parte integrante della Provincia di Firenze, fino al 1923 quando buona parte della "Romagna toscana" - cioè gli 11 comuni compresi nel Circondario di Rocca S.Casciano - entra a far parte della Provincia di Forlì.


La Storia
Le origini

Frati e Cavalieri

Sotto il segno di Firenze

Tempi Moderni

L'Arte
Una antica Basilica

Dipinti e sculture del Rinascimento toscano
Dipinti del Sei-Settecento fiorentino
Novecento toscano
Opere d'arte, segno della fede