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Madonna di Corzano

Corzano, Ascensione e ultima Domenica di Agosto

Maesta Strada Vecchia Di CorzaE’ una delle feste più sentite dalla popolazione dell’alta valle del Savio, che si svolge nel Santuario della Madonna, sul rotondo colle di Corzano (678 mt slm)
Il santuario sorse nella piccola chiesa parrocchiale del castello medievale, appartenuto ai conti Guidi: era intitolata a San Bartolomeo e custodiva un affresco della "Madonna col Bambino e Santa Caterina d'Alessandria" (1430 circa), che la popolazione continuò a venerare anche dopo che il castello fu abbandonato (XV secolo) ed andò in rovina.
Quando nel 1835 la sacra immagine della Madonna di Corzano, invocata da tutto il popolo, fece cessare i forti terremoti, si decise di ringraziarla ingrandendo la chiesetta.
Don Giovanni Cristofaroni, rettore e cappellano di Corzano, grazie alle offerte dei fedeli, iniziò così una serie di lavori che cambiarono la fisionomia della chiesa e del brullo colle: fu ampliata la piccola costruzione aggiungendovi un corpo laterale con una seconda entrata porticata, che la rese asimmetrica e suggestiva; fu costruito il tozzo campanile e la contigua abitazione per il custode o "romito"; infine furono spianati i ruderi della cinta muraria per costituire un ampio piazzale avanti la chiesa, piantandovi alberi.
La CallaNella prima metà dell’Ottocento venne codificata la festa, celebrata da allora due volte l’anno: nella Domenica in Albis quella propriamente dedicata alla Madonna e nell’ultima domenica di Agosto, data in cui cade la festa di San Bartolomeo a cui era anticamente dedicata la chiesa. Nello stesso periodo iniziò anche la consuetudine di accendere fuochi nelle campagne la sera della vigilia: era il romito, custode laico del santuario, che dava il segnale.
La domenica della festa fedeli accorrevano da tutta la valle nella chiesa, adorna di ex voto e testimonianze delle grazie ricevute, ove fin dal mattino si susseguivano messe; sull’ampio prato ombrato e attorno alle rocche nel pomeriggio si svolgeva la processione con l’ostensione dell’immagine. Vegliavano su tutto i “festaioli”, incaricati dell’organizzazione e della questua nei paesi e nelle campagne.
Altare Di CorzanoNel 1923 l'affresco raffigurante la Madonna col Bambino e S. Caterina d'Alessandria fu distaccato dal muro ove era posto e collocato in una teca di legno; il 29 Agosto del 1936 l’immagine della Madonna di Corzano potè così essere traslata a S. Piero in Bagno per la consacrazione della nuova chiesa parrocchiale: in quell’occasione fu eseguito per la prima volta l’inno a lei dedicato ( testo di Armando Battistini e musica di don Domenico Bartolomucci).
Il colle diviene così meta di pellegrinaggi, punto di riferimento religioso e meta di passeggiate. Verso la fine degli anni sessanta fu realizzata una strada che, partendo da San Piero in Bagno, raggiunge due ampi parcheggi posti a lato della sommità del colle, dai quali è agevole raggiungere a piedi la zona dei resti del castello ed il Santuario.

Corzano resta comunque un’oasi serena ove natura, fede e storia s’intrecciano in modo suggestivo. Forse anche per questo la tradizione della celebrazione delle due feste della Madonna di Corzano (fuochi la sera precedente, riti religiosi, raduno sulla sommità del colle e pranzo al sacco) ha resistito ai cambiamenti culturali e degli stili di vita degli ultimi decenni tanto che sono ancora numerosi coloro che raggiungono il colle di Corzano.