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La Valle del Tevere e Piero della Francesca
Sansepolcro
La patria di Piero della Francesca
(km 35)
Sansepolcro è una “città d’autore”, sul fondovalle di un anfiteatro pianeggiante attraversato dal Tevere. Il suo centro storico, avvolto da mura, è godibile con l’agio di una passeggiata che permette di apprezzare, oltre a bei negozi, l’immagine corale e suggestiva di una topografia urbana immutata nel tempo: su una planimetria regolare a scacchiera, dominata dal profilo di case-torri e di campanili, s’aprono vie ampie e diritte che s’incrociano con strette strade medievali illuminate spesso da orti pensili. Le quinte di vie e piazze sono costituite da imponenti palazzi aristocratici, armoniosi nella tonalità coloristica toscana, diffusi anche lungo le strade trasversali dove, integrandosi con residenze borghesi e con la minuta edilizia di case a schiera, creano una affascinante tessuto urbano con la pietra serena che s’unisce al laterizio.
Ricca di monumenti e chiese - come la Cattedrale che fonde romanico e gotico - Sansepolcro è famosa soprattutto per aver dato i natali a Piero della Francesca (1412-1492), uno dei massimi artisti del Rinascimento e di tutti i tempi, padrone assoluto della prospettiva, che proprio qui intuì i segreti dello spazio e della luce e li tradusse in pittura. E nel Museo Civico - che documenta in modo ricco ed omogeneo la civiltà artistica di questa città - accanto a opere di Signorelli, Santi di Tito, Bassano, Matteo di Giovanni, Rosso Fiorentino, Raffaellino del Colle, Della Robbia…sono conservati alcuni capolavori di Piero: il celeberrimo affresco della “Resurrezione”, il polittico della “Misericordia” ed i frammenti di affresco con “S. Giuliano” e con “S. Lodovico da Tolosa”.
Città di Castello
Piccola capitale dell’arte contemporanea
(50 km da Bagno di Romagna, km 15 da Sansepolcro)

A 15 chilometri da Sansepolcro, seguendo la E/45 verso Sud, si giunge a Città di Castello che chiude l’alta valle del Tevere ed annuncia l’Umbria cui appartiene. Il suo profilo caratteristico - le mura lambite dal Tevere, dominate dal cilindrico campanile del Duomo e dall’alta ed esile Torre Civica - invita alla scoperta di questa città dalle molteplici attività industriali (tipografiche, metal-meccaniche, mobilifici) ma ricca quantomai d’arte e d’architetture.
L’originale dislocazione urbana di grandi palazzi gentilizi (Vitelli, Cappelletti, Bondi-Mancini, Bruni, Tommasini, Bufalini, Bourbon del Monte, Gualtierotti) e dei loro giardini, il tes-suto urbano ove il medioevo si mescola al rinascimento toscano, chiese maestose (S. Domenico, S. Francesco, S. Maria Maggiore, Madonna delle Grazie) e piazze ariose esercitano una straordinaria seduzione.
Il Duomo è di origine romanica, con il portale gotico e la facciata incompiuta; nella chiesa superiore, dalle chiare proporzioni cinquecentesche, brilla la tavola di “Cristo in gloria” dipinta da Rosso Fiorentino nel 1530. Dalla sagrestia si accede al Museo del Capitolo che racchiude preziose opere di oreficeria, fra cui il “Tesoro di Canoscio”, rarissima collezione di vasi eucaristici paleocristiani. Il Palazzo Vitelli alla cannoniera, dalla stupenda facciata a graffito su cartoni del Va-sari, accoglie la Pinacoteca comunale ricca di dipinti soprattutto dal XIV al XVI secolo (Raffaello, Signorelli, Ghiberti, Della Robbia).
Questo enorme patrimonio si è ulteriormente arricchito con le opere che Alberto Burri - grande maestro dell’Avanguardia, pittore dei “catrami”, dei “sacchi”, degli “stracci”, dei “cretti”, delle “combustioni”.. - ha donato alla sua città: collocate nel quattrocentesco Palazzo Albizzini e negli ampi spazi degli ex Seccatoi Tabacchi Rignaldello offrono la più ampia documentazione e-sistente della sua attività, e rendono Città di Castello capitale europea dell’arte moderna.
Anghiari
Il fascino del medioevo
(km 42 da Bagno di Romagna; km 7 da Sansepolcro)

Da Sansepolcro un rettifilo, pressoché intatto da cinque secoli, conduce (km.7) ad Anghiari, borgo murato arroccato su una collina da cui si dischiude un’incantevole veduta dell’intera alta valle del Tevere. Una visita ad Anghiari è di grande interesse per l’integrità delle strutture urbane - dalle emergenze monumentali, agli episodi della residenza signorile, all’edilizia minore - e per la particolare qualificazione ambientale che deriva dagli elementi e dai dettagli felicemente conservati dell’ arredo (facciate, portali, pavimentazione, ferri battuti e intagli, pozzi, fontane, archi).
Mura cinquecentesche racchiudono il borgo, intatto esempio di cittadina medievale, con le case disposte a ridosso di strettissime vie che salgono verso la sommità del colle ove s’erge il Palazzo dei priori. Scorrendo tra architetture suggestive ove il rinascimento s’accosta al medioevo, la pietra al laterizio, il dedalo di stradine - spesso vere e proprie scale - s’inoltra nel cuore del paese ove s’aprono botteghe artigiane di restauro e negozi antiquari. Ogni piazzetta o vicolo riserva sor-prese, come la romanica chiesa di Badia a pianta ottagonale e quella medievale di S. Agostino, o Palazzo Taglieschi divenuto Museo con splendide testimonianze d’arte come la Madonna lignea di Jacopo della Quercia o una Natività, terracotta policroma di Andrea della Robbia.
Monterchi
La “Madonna del Parto”
(km: 52 da Bagno di Romagna; Km 17 da Sansepolcro)

Per chi in questo anno dedicato a Piero della Francesca si muova alla ricerca dei suoi ca-polavori, consigliamo un itinerario che da Sansepolcro, sua città natale, conduce a Monterchi e ad Arezzo e che coincide con i suoi viaggi di studio e di lavoro.
Da Sansepolcro si segue dunque la SP 73 verso Arezzo fino a Ville di Monterchi: qui, in uno scenario naturale di grande suggestione dove la valle del Cerfone confluisce nell’ampia pianura del Tevere, si devia verso un cocuzzolo isolato su cui è posto Monterchi. In questo borgo murato c’è uno dei dipinti più singolari di Piero e della tradizione figurativa italiana: l’affresco della “Madonna del parto”, omaggio di Piero alla madre che a Monterchi nacque. Questa opera celeberrima è oggetto di grande devozione da parte delle gestanti perché raffigura, con insolita iconografia, la Madonna poco più che adolescente che con un delicato gesto della mano sorregge il ventre gravido.
Dipinto per la chiesetta di S. Maria di Momentana, alle pendici del paese, l’affresco dopo il recente restauro (1992-’93) è conservato in un apposito Museo.
Arezzo
La “Leggenda” di Piero della Francesca
(70 km da Bagno di Romagna; km 35 da Sansepolcro)

La SP 73 conduce in 35 chilometri da Sansepolcro ad Arezzo, città antica di origine etrusca, intatta entro le mura, ricca di monumenti insigni.
Per chi intende dedicarsi ai capolavori di Piero della Francesca in questa città, consigliamo di partire dall’alto, dalla Fortezza medicea cioè, e dal Prato da cui si gode una veduta sul Casentino e sull’abside gotico della grandiosa Cattedrale, dentro cui avviene il primo incontro con un dipinto di Piero: la “Maddalena”, su un cielo azzurro incorniciato da un architrave.
Poi occorre scendere verso S. Maria della Pieve, uno degli esempi più notevoli del romanico in Toscana, con la facciata che è un ricamo di arcate e loggette; l’abside invece compone quell’armonioso insieme di differenti architetture (torri e case medievali, ballatoi di legno, logge rinascimentali...) che fanno dell’irregolare Piazza Grande uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, ove la prima domenica d’ogni mese si svolge la Fiera dell’antiquariato.
Ma l’appuntamento più importante è nella vicina Chiesa di S. Francesco, ove Piero in 14 anni di lavoro ha narrato in un ciclo grandioso di affreschi la “Leggenda della Croce”: una sinfonia di colori, una potenza espressiva stupefacente non più veduta nell’arte, che un lungo restauro ha riportato finalmente all’originale bellezza.

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