Scoprire il territorio
Eventi e proposte
Divertimento e relax
Ospitalità
Servizi


Percorsi nella natura
A cavallo


Un percorso, anzi due, nelle valli del silenzio

Scheda tecnica:
Percorso:
S.Piero in Bagno (463) - Monte Piano (1049) - Monte Castelluccio (1115) - Monte Càrpano (1131) - Pietrapazza ( 801)- Cà di Veroli (654):
  • A) Rio Salso (712) - Monte Piano(1049) - S. Piero in Bagno
    totale: km 25
  • B) Poggetto (517) - Rio Petroso (618) - Monte Salvetti (837) - Monte Frullo (978) - Monte Piano (1049) - S. Piero in Bagno
    totale: km 35.

- Sconsigliato in estate
- Punto acqua: Fontabate, Pietrapazza, Cà di Veroli
A) Rio Salso, Fontabate
B) Ca’ Morelli, Fontabate.
- Cancelli: zona di Rio Salso
- Sbarra: Piazzale di Monte Piano, Chiesa di Pietrapazza.
- Il percorso è interamente segnato dalla “Val di Bagno Trek” o dal CAI

E’ un itinerario ricco di suggestioni e panorami mutevoli, un viaggio nella memoria di un luogo - l’alta valle del Bidente di Pietrapazza e le vallecole di Rio Salso e Rio Petroso - che l’uomo ha abbandonato da tempo ma dove restano ancora i segni della sua fatica che ha reso domestica la valle e il suo fiume.
A S. Piero in Bagno si raggiunge Via Verdi, che dalla Piazza Allende giunge fino all’ottocentesco ponte di pietra sul Fosso di Paganico.
Lo si supera e s’imbocca sulla sinistra la mulattiera che sale di lato alla strada comunale, per lunghi tratti asfaltata, che porta alla frazione di Paganico ed a Rio Salso.
In breve si raggiungono i poderi abitati di Raggio di sotto e Raggio di Sopra, dove la mulattiera è attraversata dalla strada che sale da S. Piero. Seguiamo la comunale sulla sinistra e - ignorando poi la deviazione che sulla sinistra reca a Paganico - la percorriamo, passando davanti al podere abitato Vetrice ed alla casa di Fontabate, fin nei pressi di Montepiano.
Giunti ad un ampio spiazzo, si prende sulla sinistra una lunga sterrata, chiusa da una sbarra: tenendo sempre il crinale ed ignorando le deviazioni sulla sinistra, questa ci conduce a Monte Castelluccio ed alla Ripa del Toro, da dove s’apre una vista stupenda su Bagno; poi sèguita aggirando Monte Càrpano e poco dopo, restringendosi, si immette sulla “Mulattiera di Pietrapazza” che da Bagno conduce nella valle del Bidente ”piccolo”. Dopo qualche decina di metri sulla destra, la mulattiera sbuca sul Passo di Monte Càrpano, incrociando la pista forestale che proviene dalla Strada Statale 71 di Passo Mandrioli (sulla sinistra) e scende a Pietrapazza.
Seguiamo sulla destra questa sterrata che con numerose giravolte giunge fin dove fiume e valle si conformano, per sbucare di lato alla chiesa abbandonata di S. Eufemia a Pietrapazza. Qui, superata con attenzione una sbarra, seguitiamo a scendere lungo la pista.
Nel primo tratto la valle è incassata, stretta, austera; la sterrata scorre sulla sponda destra del Bidente, lo costeggia ed asseconda in ogni ansa scoprendo vallette laterali, ruderi di case, tratti stupendi di fiume, mulini, case. Poi, dove la valle si apre e s’allarga, si è a Pian del ponte: qui, un ponte di pietra scavalca con un arco il Bidente e reca a Strabatenza, come pure una pista sterrata che, poco più sotto, si dirama sulla sinistra per giungere fino a Casanova dell’Alpe, sul crinale che divide questa valle da quella di Ridracoli. Noi invece seguitiamo ancora il corso del Bidente fino all’indicazione per Ca’ di Veroli, sulla destra, che raggiungiamo in breve.
L’albergo di Ca’ di Veroli - ricavato da una antica casa contadina - è un ottimo luogo di sosta immerso nel verde e nel silenzio.
Da qui, per ritornare al luogo di partenza possiamo scegliere tra due itinerari, comunque suggestivi, che risalgono vallette laterali abbandonate:
quello di Rio Salso (A) e quello un po’ più lungo di Rio Petroso (B).
A) La mulattiera che reca a Rio Salso inizia proprio accanto a Ca’ di Veroli: in parte ancora selciata, risale, costeggiandolo dall’alto, il fosso omonimo che poi scavalca con un ponte di pietra (Ponte dei Riacci) per raggiungere con una serie di tornanti il nucleo di Rio Salso, insediato a scalare su un poggio che chiude una ampia conca. Nel luogo, abbandonato da anni, sorge ora l’albergo “Rio Salso”, ricavato da una splendida casa padronale e da alcuni resedi: un angolo del passato immerso in un mare di verde.
Giunge fin qui - da S. Piero: km 10 - una lunga e larga sterrata che possiamo seguire fino al piazzale nei pressi di Monte Piano: ma consigliamo di percorrere la vecchia mulattiera che passa accanto alla chiesa cadente e sale ripida fino al crinale per poi raggiungere placidamente il piazzale, da dove si scende verso S. Piero, lungo la strada fatta al mattino.
B) Da Ca’ di Veroli si ritorna sulla pista forestale che da Pietrapazza scende fino a Poggio alla Lastra, seguendola sulla destra per circa 1 km fino al nucleo abitato del Poggetto.
Qui, scendendo sulla destra, attraversiamo il Bidente con un ponte di pietra e seguiamo la mulattiera che, diritta e ben selciata, sale verso il nucleo cadente di Ca’ Morelli, su un pianoro. Si continua a salire su un filo di mulattiera verso i ruderi di Rocchetta, per poi aggirare il Monte delle Petrose. Percorrendo un esile crinale si va ora verso ciò che resta della Chiesa di S. Biagio di Rio Petroso, indicata da cipressi; e quindi, superato il piccolo cimitero, saliamo verso il crinale ove la mulattiera sfocia in una sterrata.
Sulla sinistra, questa giunge in breve al Passo del Carnaio, cioè lungo la SP 26 che da S. Piero in Bagno porta in Val Bidente ed a Forlì: noi invece la prendiamo sulla destra seguendo le indicazioni b/r della “Val di Bagno Trek” per raggiungere Monte Frullo e poi Monte Piano. Giunti al piazzale scendiamo infine verso S. Piero in Bagno.

Natura


I temi della natura


I luoghi della natura

Percorsi nella natura

A piedi
A cavallo
...nella valle del silenzio
Sui clivi e sui colli
Il pèriplo del Còmero
In mountain bike

Le erbe