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Nell’Appennino profondo e segreto
(Balze - Bagno di Romagna)
(Lunghezza: 19 km circa. Tempo di percorrenza: 7-8 ore)
Le Balze: un paese che è tutto nel nome
Il pulman di linea parte da Bagno di Romagna alle 8,30 e giunge a Le Balze in un’ora. Uno sguardo al panorama che si perde verso il Montefeltro, la Romagna e la Toscana, e poi imbocchiamo la mulattiera per l’Eremo di S. Alberico che è una delle più belle e suggestive dell’Appennino.
La spettacolare “Via nuova” del Granduca
E’ chiamata anche “Via nuova” e la fece costruire il Granduca Leopoldo II, dopo un soggiorno a Balze nel 1835. La salita leva subito il fiato ma è spettacolare: la mulattiera selciata sembra un torrente largo e impetuoso che scende tra grossi massi calcarei e radici contorte di faggi secolari, incassato profondamente nel terreno rossastro.
Le maestà, preghiere di pietra
Poi c’è l’incontro improvviso con una maestà, elegante e leggera: altre analoghe ne troveremo più avanti, a distanza regolare l’una dall’altra. Sono edicole di stazioni della Via Crucis fatte costruire nel 1873 da don Francesco Dezzi: scandendo il cammino danno una dimensione religiosa al viaggio.
Ai loro piedi, quanti percorrono questa mulattiera depongono piccoli sassi: una usanza che rimanda al significato antico del pellegrinaggio, quando ogni sasso deposto era simbolo delle pene o dei peccati che ognuno si portava e che intendeva mondare con la fatica del cammino.
Passaggio a Nord-Est tra l’Aquilone e il Fumaiolo
Verso il colmo, la mulattiera sfrutta mirabilmente enormi lastroni e si fa più larga; anche il bosco dirada alternandosi a brevi prati. Alcuni sentieri che si dipartono sulla sinistra conducono alle Sorgenti del Tevere e al Monte Fumaiolo; quello che invece inizia sulla destra, dopo un cancello, giunge fino sulla vetta del Monte Aquilone.
L’Eremo di S. Alberico, luogo dell’anima
Dopo aver svalicato, si prende a scendere verso una gola incassata. In fondo ad essa, alla confluenza di due fossi, si erge un edificio che un giro di mura protegge da monti e boschi: é l’Eremo di S. Alberico.
Da lì pace e silenzio si dilatano all’intorno: li percepiamo anche noi che veniamo da un tempo frenetico e turbolento e li credevamo concetti astratti. Questo in effetti è un luogo dell’anima, ad appena 2 km da un paese eppur lontano da tutto, ed a cui non si deve giungere per caso: occorre cercarlo, seguendo la mulattiera che è fatta di pietra perché il tempo non la cancelli e la si possa sempre ritrovare, come la memoria.
Continua...

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