La riserva è stata istituita nel 1982, al fine di proteggere e conservare una delle pochissime stazioni conosciute che ospitano l'Euphorbia gibelliana; specie erbacea endemica del Piemonte, con un areale estremamente ridotto. Il territorio si estende a cavallo dei monti che degradano a sud verso il comune di Givoletto e a nord nel vallone di Varisella. Il tratto di cresta ove sorge la Cappella della Madonna della Neve si trova ad una quota di circa 1250 m s.l.m.
Nell'area in questione, essendo riserva a protezione assoluta, è vietato l'accesso. E' consentito accedere alla zona, limitatamente al sentiero, esclusivamente il giorno 5 agosto, in occasione della festa della Madonna della Neve. Negli altri periodi dell'anno, sono concesse deroghe al fine di soddisfare documentate esigenze a scopo di ricerca scientifica per le quali è necessaria l'autorizzazione dell'Ente di gestione.
La copertura vegetale dell'area è alquanto rada per cui la roccia in posto è ovunque sub affiorante. Il substrato litologico è costituito da Iherzoliti appartenenti al settore meridionale del Massiccio ultrabasico di Lanzo, mai interessato dall'erosione glaciale nel periodo del Quaternario.
L'Euphorbia gibelliana, descritta per la prima volta da Paolo Peola nel 1892 e dedicata a Giuseppe Gibelli, a quel tempo Direttore dell'Orto Botanico dell'Università di Torino, è una specie tipicamente montana, in quanto non la si trova mai a quote inferiore ai 1000 metri. Affine all'Euphorbia hyberna ad areale atlantico, viene considerata da alcuni autori come una sottospecie di quest'ultima. Si differenzia per una pubescenza maggiore e per ghiandole più ondulate presenti sull'infiorescenza.
La fauna è quella tipica della zona: vi si trovano varie specie di uccelli e, tra i mammiferi, oltre a diversi roditori sono stati segnalati volpi, faine, donnole, puzzole e tassi.